La guerra in Ucraina continua a registrare nuove vittime civili. Un drone russo ha colpito un autobus di linea nel distretto di Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, provocando la morte di cinque persone e il ferimento di altre sette. Lo ha riferito il governatore regionale Oleksandr Ganzha, secondo quanto riportato dai media ucraini.
L’attacco ha colpito un mezzo di trasporto civile mentre le persone erano impegnate nelle normali attività quotidiane. Il difensore civico ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets ha denunciato una serie di episodi simili, affermando che i bombardamenti contro infrastrutture e mezzi civili rappresentano una delle conseguenze più drammatiche del conflitto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l’episodio accusando Mosca di continuare una campagna di attacchi contro la popolazione civile e chiedendo nuove pressioni internazionali per fermare il conflitto.
Raid russi nelle regioni ucraine: colpite infrastrutture e città
L’attacco contro l’autobus è arrivato dopo una nuova ondata di bombardamenti russi in diverse aree dell’Ucraina. Secondo le autorità locali, nelle ultime ore gli attacchi hanno provocato almeno nove morti e decine di feriti in varie regioni del Paese.
Le forze russe hanno lanciato durante la notte circa 80 droni, compresi velivoli Shahed, varianti a reazione, droni Gerbera e altri mezzi utilizzati come esca. La difesa aerea ucraina ha dichiarato di averne abbattuti 63, mentre alcuni attacchi hanno comunque raggiunto diversi obiettivi sul territorio.
Sono stati segnalati bombardamenti anche nelle regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Kharkiv. A Zaporizhzhia una persona è morta e sette sono rimaste ferite, mentre nella regione di Kherson gli attacchi hanno provocato un morto e sette feriti, oltre a danni a edifici residenziali, infrastrutture e mezzi agricoli.
Colpito anche il treno Kiev-Mykolaiv: passeggeri evacuati
Nel quadro degli attacchi contro le infrastrutture ucraine, le forze russe hanno colpito anche un treno passeggeri sulla linea Kiev-Mykolaiv. Secondo quanto riferito dalle Ferrovie ucraine, il convoglio è stato attaccato ma il tempestivo intervento del sistema di monitoraggio ha consentito di evacuare in tempo il personale di bordo e i passeggeri.
Dopo l’evacuazione sono stati organizzati trasferimenti alternativi in autobus per permettere ai viaggiatori di raggiungere la destinazione prevista. L’episodio conferma il rischio crescente per le infrastrutture ferroviarie ucraine, già più volte colpite dall’inizio dell’invasione russa.
Zelensky denuncia tentativi di attacco contro il proprio aereo
La tensione tra Kiev e Mosca si è ulteriormente aggravata dopo la denuncia di Volodymyr Zelensky, che ha parlato di presunti tentativi di attacco contro il proprio aereo da parte russa.
Il presidente ucraino non ha fornito ulteriori dettagli pubblici sulle modalità dell’episodio, ma la denuncia arriva in una fase caratterizzata da un aumento delle operazioni militari e delle accuse reciproche tra Russia e Ucraina.
Tensione Nato-Russia: caccia italiani abbattono drone in Lituania
Sul fronte internazionale cresce anche lo scontro tra Nato e Russia dopo l’episodio avvenuto nello spazio aereo della Lituania. Due caccia italiani hanno abbattuto un drone che aveva violato il territorio lituano nell’ambito delle attività di sorveglianza dell’Alleanza Atlantica.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, in visita a Vilnius, ha dichiarato che il drone era probabilmente di origine russa. L’episodio rappresenta un nuovo elemento di tensione sul fianco orientale della Nato, già interessato da numerosi incidenti e segnalazioni legate alla presenza di velivoli militari russi.
Allarme del Dipartimento di Giustizia Usa: “Rete Ris dietro piani di omicidi”
Parallelamente agli sviluppi sul campo di battaglia, negli Stati Uniti è scattato un allarme legato alle attività clandestine attribuite a una rete collegata all’intelligence russa.
Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato l’incriminazione di cinque persone accusate di aver partecipato a un presunto piano per organizzare omicidi mirati e attacchi contro obiettivi negli Stati Uniti e nei Paesi europei considerati sostenitori dell’Ucraina.
Secondo l’accusa, la cosiddetta Rete Ris sarebbe attiva almeno dal 2024 e avrebbe avuto come obiettivi iniziali dissidenti e disertori russi, per poi concentrarsi anche su Paesi percepiti come alleati di Kiev. Le autorità statunitensi sostengono che la rete avrebbe reclutato persone per attività di sorveglianza e per tentativi di eliminazione di specifici obiettivi.
Cinque imputati accusati di operare per la rete russa
Tra gli imputati figurano tre membri indicati come elementi di alto livello della Rete Ris: Yuri Kharameev, Kirill Khrameev e Oemis Romagoz Durruthy. Gli altri due accusati, Yaidel Delgado Suarez ed Eduardo Castro, sarebbero stati coinvolti nelle attività di reclutamento negli Stati Uniti.
Il viceministro della Giustizia statunitense John A. Eisenberg ha dichiarato che gli imputati avrebbero operato all’interno di una rete internazionale finalizzata a intimidire, minacciare e colpire persone negli Stati Uniti e in altri Paesi.
Anche l’Fbi ha rivendicato il lavoro investigativo che avrebbe permesso di fermare i presunti piani. James Barnacle Jr., dirigente dell’ufficio Fbi di New York, ha parlato di un’attività coordinata per contrastare tentativi di violenza attribuiti a strutture legate ai servizi russi.
Mosca respinge le accuse: “Nessun commento senza prove convincenti”
Il Cremlino ha respinto le accuse arrivate dagli Stati Uniti. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca non intende commentare informazioni prive, a suo giudizio, di elementi concreti.
“Finché non avremo sentito e visto prove in qualche modo convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie”, ha affermato Peskov, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.
La vicenda apre un nuovo fronte di confronto tra Russia e Paesi occidentali, con accuse reciproche che si aggiungono alla dimensione militare del conflitto.


