Si è conclusa nel modo più drammatico la lotta per la vita di Sean Michieli, il pescatore di 25 anni rimasto gravemente ferito nello scontro tra un barchino e un taxi acqueo nella laguna di Venezia. Il giovane è morto all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo l’incidente avvenuto nel canale di Tessera. I medici hanno dichiarato il decesso al termine dell’iter previsto per l’accertamento della morte cerebrale, conclusosi dopo sei ore di osservazione.
Gabriella Querino ancora dispersa nella laguna
Mentre per Sean non c’è stato nulla da fare, continuano le ricerche della moglie, Gabriella Querino, 26 anni, di origini brasiliane. Della giovane non si hanno più notizie dal momento dell’incidente. Gli investigatori ritengono che si trovasse a bordo dell’imbarcazione insieme al marito quando è avvenuta la collisione. Carabinieri e Vigili del fuoco stanno battendo la laguna, con l’impiego di sommozzatori, mezzi nautici e ricognizioni dall’alto.
Lo schianto all’alba nel canale di Tessera
La tragedia si è consumata poco prima delle sei del mattino di ieri, nel tratto di laguna vicino all’isola di Tessera e non lontano dall’aeroporto Marco Polo. Secondo quanto ricostruito finora, il piccolo natante sul quale viaggiavano i due giovani si è scontrato con un taxi acqueo che percorreva il canale. L’impatto è stato violentissimo e il barchino è successivamente affondato.
Sean recuperato in condizioni gravissime
Dopo lo schianto, Sean Michieli era stato recuperato dall’acqua e affidato ai sanitari. Le sue condizioni erano apparse immediatamente critiche a causa del grave trauma riportato. Il 25enne era stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre e sottoposto a un intervento chirurgico, ma il quadro clinico non aveva lasciato margini di miglioramento. Nella giornata di domenica è quindi iniziato l’iter medico per l’accertamento della morte cerebrale, conclusosi in serata con la dichiarazione del decesso.
Le ricerche di Gabriella continuano senza sosta
Parallelamente ai soccorsi per Sean, è scattata la ricerca della moglie. Nelle prime ore successive alla collisione non era ancora stato possibile stabilire con assoluta certezza quante persone fossero presenti sul barchino. Con il passare del tempo, tuttavia, testimonianze e altri elementi raccolti dagli investigatori hanno rafforzato la convinzione che Gabriella fosse insieme al marito al momento dell’incidente.
Sommozzatori, elicottero e moto d’acqua nella zona dell’incidente
Le operazioni di ricerca hanno coinvolto il nucleo sommozzatori dei Vigili del fuoco, mezzi nautici, moto d’acqua e un elicottero. I soccorritori stanno controllando fondali, secche e le aree interessate dalle correnti, in condizioni rese particolarmente complesse dalla scarsa visibilità sott’acqua. Anche i Carabinieri di Venezia partecipano alle attività per tentare di individuare la 26enne.
Il barchino recuperato sarà fondamentale per le indagini
Un passaggio determinante per chiarire la dinamica sarà rappresentato dagli accertamenti tecnici sull’imbarcazione della coppia, recuperata dopo l’incidente. Il mezzo sarà esaminato per verificare i punti d’impatto, i danni e ogni elemento che possa aiutare a stabilire posizione, direzione e velocità dei due natanti al momento della collisione.
La coppia era uscita per raccogliere le esche
Secondo la ricostruzione fornita dai familiari, Sean e Gabriella erano usciti prima dell’alba per una delle attività che svolgevano abitualmente insieme: raccogliere vermi da utilizzare come esche per la pesca nei giorni successivi. Sean lavorava come pescatore di vongole e la moglie aveva imparato a condividere con lui numerosi aspetti della vita in laguna, dalla conduzione dell’imbarcazione alla raccolta delle esche.
Un tratto di laguna senza telecamere
La ricostruzione dello schianto potrebbe essere resa più difficile anche dalle caratteristiche dell’area. Nel tratto del canale indicato come teatro della collisione non risulterebbero disponibili immagini di telecamere capaci di documentare direttamente l’impatto. Proprio per questo avranno un peso centrale gli accertamenti sui natanti, le testimonianze e gli eventuali dati tecnici acquisibili durante l’inchiesta.
Il conducente del taxi sottoposto agli accertamenti
Anche il conducente del taxi acqueo è stato sentito e sottoposto agli accertamenti di rito. Agli investigatori spetta ora il compito di ricostruire la successione degli eventi e stabilire le condizioni di navigazione nel momento in cui si è verificato lo scontro. Allo stato attuale non sono state accertate responsabilità definitive e gli elementi raccolti dovranno essere valutati nell’ambito dell’indagine.
La Procura apre un fascicolo per omicidio nautico
La Procura ha aperto un fascicolo che, dopo la morte di Michieli, contempla l’ipotesi di omicidio nautico, prevista dall’articolo 589-bis del Codice penale. L’inchiesta dovrà verificare le cause della collisione e accertare eventuali responsabilità. L’apertura del procedimento rappresenta la cornice necessaria per lo svolgimento degli accertamenti tecnici e non implica, di per sé, l’attribuzione definitiva di responsabilità a una persona.
Sean e Gabriella si erano sposati soltanto tre mesi fa
A rendere ancora più dolorosa la vicenda è la storia personale dei due giovani. Sean Michieli e Gabriella Querino si erano sposati appena tre mesi prima dell’incidente, il 12 giugno, dopo circa un anno di relazione. Chi li conosce li descrive come una coppia molto unita, accomunata anche dall’amore per la laguna e per il mare.
La coppia aspettava il primo figlio
Secondo quanto ricordato dal presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, Sean e Gabriella stavano inoltre aspettando il loro primo figlio. Un particolare che ha amplificato il dolore attorno a una vicenda che, nel giro di poche ore, ha sconvolto la famiglia e la comunità veneziana. Zaia ha parlato di una “tragedia immensa per una famiglia che stava appena iniziando a costruire il proprio futuro”.
L’appello e l’angoscia dei familiari di Gabriella
Anche dal Brasile, dove vivono alcuni familiari di Gabriella, vengono seguite con apprensione le operazioni in laguna. La famiglia della giovane ha raccontato ore di profonda angoscia e la volontà di raggiungere l’Italia. Il ministero degli Esteri brasiliano ha confermato di essere a conoscenza del caso e di mantenere i contatti con le autorità italiane e con i familiari.
La comunità di Burano sconvolta dalla tragedia
La morte di Sean ha colpito profondamente anche Burano e il mondo della pesca lagunare, al quale il giovane era legato. Il 25enne proveniva da una famiglia di pescatori e aveva costruito intorno alla laguna una parte importante della propria vita professionale e personale. Ora, mentre familiari e amici piangono la sua morte, l’attenzione resta concentrata sulle ricerche di Gabriella.
Una precedente tragedia nella famiglia Michieli
La famiglia Michieli era già stata segnata da un drammatico incidente nautico. Nel 2007 Endrius Michieli, zio di Sean, morì a 19 anni dopo una collisione tra il suo barchino e un’altra imbarcazione nella zona delle Fondamente Nuove. Una precedente tragedia che oggi torna inevitabilmente alla memoria mentre la comunità affronta un nuovo lutto legato alle acque della laguna veneziana.


