Russia-Ucraina, nuovi raid incrociati: Zelensky pronto a incontrare Putin al G20 di Miami, Mosca frena

Written on 09/12/2026
Chiara Sutermeister

Zelensky pronto a incontrare Putin al G20 di Miami, ma il Cremlino frena. Nuovi attacchi russi e ucraini colpiscono infrastrutture e aree civili.

La guerra tra Russia e Ucraina continua a essere caratterizzata da una nuova fase di attacchi reciproci, con raid che hanno colpito nelle ultime ore obiettivi militari, industriali e aree residenziali. Le forze russe hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse città ucraine, mentre Kiev ha condotto operazioni con droni in territorio russo, prendendo di mira infrastrutture considerate strategiche.

Secondo quanto riferito dall’agenzia ucraina Rbc, un missile russo ha colpito nella notte un impianto industriale a Kryvyj Rih, nella regione di Dnipropetrovsk. L’attacco ha provocato una vittima e due persone ferite. Le autorità ucraine hanno denunciato nuovi danni alle strutture civili e industriali, mentre Mosca ha sostenuto che gli obiettivi colpiti sarebbero collegati alla produzione di materiali destinati alle attività militari.

Contemporaneamente, secondo fonti russe, droni ucraini hanno raggiunto due città della Federazione: Tolyatti, nella regione di Samara, e Taganrog, nella regione di Rostov.

Droni ucraini colpiscono Tolyatti e Taganrog: nel mirino impianti strategici

Uno degli attacchi più rilevanti è stato registrato a Tolyatti, città conosciuta come uno dei principali poli industriali della Russia e spesso definita la “Detroit russa” per la presenza di importanti stabilimenti produttivi.

I droni ucraini avrebbero colpito un impianto chimico considerato strategico. Secondo quanto riportato da fonti russe, l’attacco avrebbe provocato danni e incendi all’interno della struttura. La città si trova a centinaia di chilometri dalla linea del fronte, elemento che evidenzia la capacità dei droni a lungo raggio ucraini di raggiungere obiettivi lontani dalle aree di combattimento.

Raid anche a Taganrog, dove sono stati segnalati diversi incendi. Tra gli obiettivi coinvolti ci sarebbe un aeroporto e uno stabilimento automobilistico. Anche la regione di Samara sarebbe stata interessata dalle operazioni ucraine.

Odessa colpita da un raid russo: esplosioni e feriti in un edificio residenziale

Sul fronte opposto, l’esercito russo ha continuato gli attacchi contro il territorio ucraino. Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Ria Novosti, esplosioni hanno scosso Odessa dopo un raid aereo.

Le autorità locali hanno riferito di danni a un edificio residenziale, con diverse persone rimaste ferite. Le immagini diffuse dopo l’attacco mostrano una struttura abitativa danneggiata dalle esplosioni, mentre i soccorritori sono intervenuti nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area.

Mosca ha dichiarato che nella regione sarebbero state colpite infrastrutture portuali e nodi logistici utilizzati per il trasferimento di materiale militare. Kiev, invece, ha denunciato nuovi attacchi contro obiettivi civili.

Zaporizhzhia, drone russo distrugge una casa: una vittima sotto le macerie

Un altro attacco russo ha interessato la città di Zaporizhzhia, dove un drone avrebbe colpito un’abitazione privata provocandone la completa distruzione.

Secondo quanto riferito dal capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov, due persone sono state estratte dalle macerie. Una di loro non è sopravvissuta alle ferite riportate.

Il raid si inserisce nella serie di attacchi russi condotti nelle ultime ore contro diverse aree dell’Ucraina. Mosca ha affermato di aver colpito infrastrutture legate alla capacità militare ucraina, mentre Kiev continua a denunciare il coinvolgimento di aree civili nelle operazioni russe.

Zelensky apre al possibile incontro con Putin al G20 di Miami

Sul piano diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere pronto a partecipare al vertice del G20 di Miami, previsto a dicembre, e a incontrare il presidente russo Vladimir Putin nel caso in cui anche il leader del Cremlino decidesse di essere presente.

In un’intervista alla Deutsche Welle, Zelensky ha spiegato che un eventuale colloquio avrebbe senso soltanto se finalizzato a ottenere risultati concreti.

“Non è una questione di parole. Ciò che gli dirò o ciò che lui vorrà dire a me non conta. Contano i risultati”, ha dichiarato il presidente ucraino.

Un eventuale faccia a faccia rappresenterebbe un evento significativo: Zelensky e Putin non si incontrano personalmente dal dicembre 2019, quando parteciparono al vertice del formato Normandia a Parigi.

Il Cremlino frena: “La partecipazione di Putin al G20 non è stata discussa”

Da Mosca, però, arrivano segnali di prudenza sulla possibilità di un incontro. Il Cremlino ha infatti ridimensionato l’ipotesi di una presenza di Putin al vertice di Miami.

Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo per la politica estera, ha dichiarato che “la possibilità di un viaggio di Putin al vertice del G20 non è stata ancora nemmeno discussa”.

Secondo il Cremlino, i lavori preparatori per il summit stanno comunque proseguendo attraverso i rappresentanti russi incaricati di seguire i dossier internazionali.

Una delegazione russa parteciperà inoltre alla riunione del G20 dedicata all’energia, in programma a Houston dal 14 al 16 settembre. Lo ha annunciato l’ambasciatore incaricato delle questioni relative al gruppo, Marat Berdyev.

Putin avverte l’Occidente: “Truppe europee in Ucraina significherebbero guerra con Mosca”

Nel frattempo, Vladimir Putin ha lanciato un nuovo avvertimento ai Paesi occidentali sul possibile dispiegamento di forze europee in Ucraina.

Secondo quanto riferito dalle agenzie russe, il presidente del Cremlino ha affermato che l’invio di militari europei sul territorio ucraino equivarrebbe a un ingresso diretto nel conflitto contro la Russia.

Mosca sostiene di non rappresentare una minaccia per l’Europa, ma continua a contestare qualsiasi ipotesi di presenza militare occidentale in Ucraina.

Gli Stati Uniti cercano una via diplomatica: continuano i contatti per i negoziati

Sullo sfondo resta il tentativo degli Stati Uniti di favorire un percorso negoziale. Nei giorni scorsi gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato prima Vladimir Putin a Mosca e successivamente Volodymyr Zelensky a Kiev.

Il presidente ucraino ha definito quei colloqui un segnale positivo, sostenendo che il suo Paese si trova in una posizione favorevole per eventuali negoziati.

Secondo Zelensky, la Russia starebbe pagando un prezzo elevato sul campo di battaglia, con perdite significative rispetto ai risultati ottenuti nelle operazioni militari. Mosca, invece, continua a rivendicare la propria posizione e chiede garanzie sulla sicurezza nazionale.

La prospettiva di un incontro diretto tra Putin e Zelensky resta quindi legata a molte incognite: mentre Kiev apre alla possibilità di un confronto, il Cremlino mantiene una linea prudente e non conferma la partecipazione del presidente russo al G20.