Omicidio del soccorritore 118 a Buddusò, quattro arresti: fermati presunti mandanti ed esecutori del delitto dopo un anno di indagini

Written on 09/10/2026
Chiara Sutermeister

Omicidio del soccorritore 118 a Buddusò: quattro arresti dei Carabinieri. Scoperti presunti mandanti ed esecutori, recuperata l’arma del delitto.

Alle prime luci dell’alba dell’8 settembre 2026 è scattata una vasta operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto di quattro persone ritenute coinvolte nell’omicidio di un soccorritore del 118, avvenuto a Buddusò, in provincia di Sassari, nella notte del 7 agosto 2025.

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, della Compagnia di Ozieri e della Compagnia di Iglesias, con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sardegna”, del Nucleo Carabinieri Cinofili di Abbasanta e dell’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura della Repubblica.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi.

Individuati i presunti mandanti e gli esecutori materiali

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Sassari, ha permesso agli investigatori di ricostruire secondo l’ipotesi accusatoria la pianificazione e l’esecuzione del delitto, individuando quattro figure ritenute coinvolte nell’agguato.

Le attività investigative avrebbero consentito di delineare il ruolo di due presunti mandanti e di due presunti esecutori materiali. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a una serie di dissidi personali, sia di natura sentimentale sia professionale, che avrebbero portato alla decisione di commissionare l’omicidio.

Per l’esecuzione del piano, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata promessa una somma di denaro pari a circa 15 mila euro ai due incaricati di portare a termine l’azione criminale.

L’agguato nella notte a Buddusò

Il delitto risale alla notte del 7 agosto 2025, quando il soccorritore del 118 venne ucciso nel territorio di Buddusò. Un episodio che aveva destato forte impressione nella comunità locale e aveva dato il via a una complessa attività investigativa.

I Carabinieri hanno lavorato per mesi per ricostruire ogni fase dell’omicidio, concentrandosi sulle relazioni della vittima, sui possibili contrasti precedenti e sugli spostamenti effettuati nella notte dell’agguato.

L’indagine ha coinvolto diversi reparti specializzati dell’Arma, tra cui il Reparto Investigazioni Scientifiche e il Reparto Anticrimine di Cagliari, che hanno fornito supporto tecnico e investigativo per analizzare elementi raccolti durante gli accertamenti.

Intercettazioni e videosorveglianza decisive per ricostruire il piano

Tra gli strumenti investigativi utilizzati dai Carabinieri hanno avuto un ruolo centrale le intercettazioni telefoniche e l’analisi dei filmati degli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio.

Gli investigatori sono riusciti a individuare l’autovettura che sarebbe stata utilizzata dai presunti autori materiali per raggiungere Buddusò nella notte dell’omicidio e successivamente per allontanarsi dal luogo dell’azione criminale.

L’incrocio tra le informazioni raccolte attraverso le immagini, le attività tecniche e gli ulteriori approfondimenti investigativi avrebbe consentito di ricostruire i collegamenti tra i presunti mandanti e gli esecutori del delitto.

Recuperata l’arma del delitto: una pistola con matricola abrasa

Nel corso delle indagini i militari dell’Arma hanno inoltre recuperato e sequestrato quella che viene ritenuta l’arma utilizzata per l’omicidio.

Si tratta di una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, trovata con il caricatore inserito e parte del munizionamento disponibile. Un elemento ritenuto particolarmente rilevante dagli investigatori per ricostruire la dinamica dell’agguato e attribuire eventuali responsabilità.

Sono stati inoltre sequestrati alcuni indumenti che sarebbero stati indossati dagli autori del fatto nella notte dell’omicidio, ulteriori elementi sottoposti agli accertamenti tecnici e scientifici.

Nuovi elementi anche sulla precedente aggressione a Carbonia

L’attività investigativa ha permesso di fare luce anche su un precedente episodio di violenza ai danni della vittima.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dai Carabinieri della Compagnia di Iglesias, il soccorritore del 118 sarebbe stato aggredito nella notte del 28 aprile 2025 in una piazzola di sosta di Carbonia.

In quell’occasione la vittima era stata colpita alla testa con una piccozza da muratore, riportando gravi ferite. L’arma utilizzata durante l’aggressione è stata successivamente recuperata e sequestrata dagli investigatori.

Gli elementi raccolti avrebbero consentito agli inquirenti di collegare anche questo episodio al contesto di tensioni e contrasti che avrebbe preceduto il successivo omicidio di Buddusò.