G7 di Évian, Zelensky vede Trump e Macron: l’Ucraina torna al centro dopo l’intesa Usa-Iran

Written on 06/16/2026
Chiara Sutermeister

A Évian-les-Bains Zelensky porta l’Ucraina al centro del G7, tra bilaterale con Trump, piano europeo su Hormuz e memorandum Usa-Iran.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato questa mattina a Évian-les-Bains, in Francia, come invitato al G7, accolto al suo arrivo dal presidente francese Emmanuel Macron. La presenza del leader di Kiev segna l’ingresso del dossier ucraino nella fase centrale del vertice, dopo una prima giornata dominata dall’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Zelensky parteciperà alla sessione di lavoro dedicata all’Ucraina insieme ai leader del G7 e, successivamente, avrà un bilaterale con il presidente americano Donald Trump, incontro considerato uno dei passaggi politici più rilevanti della giornata.

Il G7 entra nel vivo con il dossier Ucraina

Il summit francese entra così nel vivo con una doppia agenda diplomatica: da un lato il tentativo di consolidare l’intesa raggiunta tra Washington e Teheran, dall’altro la ricerca di una nuova iniziativa politica sul conflitto tra Russia e Ucraina. Trump aveva anticipato già ieri il cambio di priorità, affermando che, dopo la fine della guerra in Iran, l’attenzione si sarebbe spostata su Kiev. Il messaggio del presidente americano ha preparato il terreno alla sessione odierna, nella quale Zelensky intende riportare al centro del confronto internazionale la necessità di aumentare la pressione su Mosca e riaprire un percorso negoziale credibile.

La proposta di Kiev per un incontro con Putin

Zelensky ha spiegato che l’Ucraina aveva offerto al presidente russo Vladimir Putin la possibilità di un incontro in qualunque luogo fosse possibile assumere decisioni concrete per porre fine alla guerra, ma che Mosca non avrebbe accettato. Secondo il presidente ucraino, Kiev aveva discusso con Stati Uniti e Francia anche l’ipotesi di un faccia a faccia con la Russia durante il G7, senza ottenere disponibilità dal Cremlino. Zelensky ha poi riferito di aver suggerito a Trump un nuovo formato da organizzare negli Stati Uniti, ritenendo che un’iniziativa sotto l’egida del presidente americano renderebbe più difficile per Putin rifiutare apertamente il confronto. “Se la Russia rifiuterà anche questa opportunità, saranno necessarie ulteriori pressioni”, ha affermato il leader ucraino.

Trump tra Ucraina e nuovo equilibrio con Teheran

Donald Trump si presenta al G7 come protagonista della nuova fase diplomatica aperta dal memorandum d’intesa con l’Iran. Il presidente americano ha rivendicato il risultato come un passaggio decisivo per la stabilità regionale e ha sostenuto che Teheran avrebbe accettato di non dotarsi mai di armi nucleari. Secondo Trump, il testo dell’intesa sarà formalizzato venerdì a Ginevra dal segretario di Stato americano Marco Rubio e dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre annunciato l’intenzione di rendere pubblico il memorandum dopo la firma, definendolo un documento di grande importanza politica e strategica.

Il memorandum Usa-Iran e la fase due dei negoziati

Da Teheran, Araghchi ha precisato che la firma dell’accordo preliminare aprirà una seconda fase di negoziati, destinata a durare sessanta giorni, con l’obiettivo di arrivare a un accordo finale sul programma nucleare e sulla revoca delle sanzioni. Il ministro iraniano ha spiegato che la complessità del confronto, aggravata dagli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, avrebbe portato le parti a dividere il negoziato in due fasi. Nella prima sono stati affrontati la fine della guerra, la situazione nello Stretto di Hormuz, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la ricostruzione; nella seconda dovrebbero entrare nel merito il dossier nucleare, le garanzie internazionali e il futuro del regime sanzionatorio.

Hormuz, Macron conferma la missione navale europea

Uno dei nodi centrali del vertice resta la sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico globale. Macron ha confermato il piano per una missione navale europea, costruita insieme al Regno Unito e con il coinvolgimento di più Paesi, tra cui Italia, Paesi Bassi e Francia. L’iniziativa avrebbe carattere strettamente difensivo e sarebbe finalizzata a rassicurare il traffico commerciale, garantire la libertà di navigazione e sostenere eventuali operazioni di sminamento. Trump ha sostenuto che lo Stretto sarebbe già stato parzialmente riaperto e che venerdì dovrebbe tornare completamente operativo, collegando il ripristino della navigazione anche alla possibile stabilizzazione dei prezzi energetici.

Meloni: Italia pronta a fare la sua parte

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al suo quarto G7, ha espresso forte apprezzamento per i primi passi concreti verso la pace sul dossier iraniano, sottolineando tuttavia che il percorso resta ancora lungo. La premier ha confermato che l’Italia è pronta a fare la propria parte insieme agli alleati per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, fermo restando il passaggio parlamentare necessario per un eventuale contributo a una presenza navale internazionale. Meloni ha ribadito due principi ritenuti essenziali: l’Iran non deve dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. La premier ha inoltre richiamato la necessità che cessino le ostilità anche in Libano, confermando l’impegno italiano a sostegno della sovranità libanese.

Il Libano dentro il memorandum e la posizione di Teheran

Il ministro iraniano Araghchi ha indicato proprio la fine della guerra in Libano come uno degli aspetti più importanti del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Secondo la lettura di Teheran, il documento coinvolgerebbe da una parte America e Israele, dall’altra Iran e Hezbollah, e dovrebbe prevedere la fine immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti, compreso quello libanese. Araghchi ha avvertito che una prosecuzione dell’occupazione israeliana del territorio libanese o nuovi attacchi contro il Libano sarebbero considerati una violazione dell’intesa. Nelle ultime ventiquattro ore, secondo il ministero della Salute di Beirut, i raid israeliani hanno provocato almeno 15 morti e 82 feriti, mentre l’esercito libanese ha invitato la popolazione a non rientrare nelle aree meridionali fino alla rimozione delle macerie e alla bonifica delle strade.

Vance assicura il ritorno degli ispettori nucleari

Sul fronte americano, il vicepresidente JD Vance ha assicurato che gli ispettori nucleari torneranno in Iran nell’ambito dell’accordo. Secondo Vance, uno dei punti cardine dell’intesa riguarda il ruolo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e degli Stati Uniti nell’assistenza all’Iran per la distruzione delle scorte di materiale altamente arricchito. Il vicepresidente ha inoltre affermato di ritenere che Israele finirà per sostenere l’accordo, pur riconoscendo che Washington e il governo di Benjamin Netanyahu non sono sempre allineati sul percorso da seguire. Le dichiarazioni arrivano mentre Stati Uniti e Iran cercano entrambi di presentare il memorandum come una vittoria politica, selezionando gli elementi più utili a rafforzare la propria posizione interna e internazionale.

Évian tra diplomazia globale e guerra in Europa

La cornice dell’Hôtel Royal di Évian-les-Bains, affacciato sul Lago di Ginevra, ospita un vertice carico di attese e contraddizioni. Il possibile disgelo tra Stati Uniti e Iran offre ai leader del G7 un primo segnale di distensione dopo mesi di tensioni, ma il ritorno del dossier ucraino al centro dei lavori ricorda quanto resti complesso il quadro internazionale. L’arrivo di Zelensky, il bilaterale con Trump e il confronto con Macron trasformano la giornata in un banco di prova per misurare la reale capacità del G7 di incidere su due crisi intrecciate: la stabilizzazione del Medio Oriente e la ricerca di una via d’uscita dalla guerra in Ucraina. Dopo il capitolo iraniano, il vertice francese si concentra ora su Kiev, ma la distanza tra le posizioni di Mosca e quelle occidentali resta ancora profonda.