Giorgia Meloni è intervenuta all’Assemblea generale di Confcommercio, ospitata all’Auditorium della Conciliazione di Roma, con un discorso ampio dedicato al ruolo del commercio, delle imprese, del lavoro e delle sfide economiche dei prossimi anni. Davanti alla platea dell’associazione guidata da Carlo Sangalli, la presidente del Consiglio ha definito Confcommercio “una delle colonne del sistema Italia” e “uno dei motori più identitari e dinamici dell’economia della nostra nazione”, sottolineando il valore dei corpi intermedi e la necessità di una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e parti sociali.
Il valore delle serrande alzate nelle città italiane
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento è stato dedicato alla funzione sociale dei negozi e delle attività commerciali. Per Meloni, “ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza”, ma anche un segno concreto di energia, saper fare e presenza sul territorio. La premier ha insistito sul fatto che il commercio di prossimità non rappresenta soltanto un comparto economico, ma anche un presidio di sicurezza, socialità e comunità: una dimensione che, ha osservato, “nessuna piattaforma online potrà mai sostituire”.
Il “sense of Italy” e l’identità dei prodotti italiani
Nel suo discorso, Meloni ha valorizzato anche l’espressione “sense of Italy”, richiamata nel corso dell’assemblea, spiegando di volerla fare propria perché capace di sintetizzare il senso del successo dei prodotti italiani. Secondo la presidente del Consiglio, ciò che viene prodotto in Italia porta con sé un’identità, uno stile di vita, un fascino e un patrimonio immateriale che non possono essere replicati altrove, importati a basso costo o delocalizzati. Il Made in Italy, in questa lettura, non è soltanto qualità produttiva, ma un insieme di storia, cultura, riconoscibilità e fiducia.
La stretta sulle attività “apri e chiudi”
Ampio spazio è stato riservato al tema della legalità fiscale e della concorrenza sleale. Meloni ha rivendicato le misure adottate dal governo contro il fenomeno delle attività cosiddette “apri e chiudi”, cioè imprese che, secondo quanto denunciato dalla premier, eludono il fisco aprendo, chiudendo e riaprendo in breve tempo sotto altre insegne. La presidente del Consiglio ha affermato che finora ne sono state chiuse d’ufficio 24mila, definendo il risultato importante non solo per lo Stato, ma soprattutto per gli imprenditori onesti che pagano le tasse e non meritano di subire forme di concorrenza irregolare.
Il messaggio sulle regole: “Non c’è mercato senza legalità”
Nel passaggio più duro del suo intervento, Meloni ha dichiarato che “l’Italia non è la Repubblica delle banane” e che “qui si rispettano le regole”. La premier ha legato il rispetto della legalità alla tenuta stessa del mercato, sostenendo che non possono esistere imprese sane, crescita e sviluppo senza un quadro regolatorio rispettato da tutti. Il messaggio rivolto alla platea di Confcommercio è stato quello di un governo intenzionato a difendere chi opera correttamente, evitando che la concorrenza sleale penalizzi il tessuto economico regolare.
Taglio delle tasse e ceto medio
La presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema fiscale, ribadendo che la riduzione delle tasse resta una delle priorità del governo. Meloni ha ricordato gli interventi già realizzati sul costo del lavoro e sul potere d’acquisto, spiegando che l’obiettivo è proseguire soprattutto a favore del ceto medio. “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici”, ha detto, marcando la distanza dalle proposte di patrimoniale tornate nel dibattito politico e ribadendo la linea dell’esecutivo contro nuove imposte sulla ricchezza.
Lavoro, salari e risultati economici rivendicati dal governo
Nel ripercorrere l’azione dell’esecutivo, Meloni ha rivendicato il quadro macroeconomico, parlando di occupazione da record, di export capace di reggere anche davanti alle tensioni commerciali e di investimenti esteri in crescita. La premier ha respinto le letture più pessimistiche sul Paese, definendo intellettualmente disonesto sia sostenere che tutti i problemi siano stati risolti, sia sminuire i segnali positivi restituiti dai dati. Nel suo intervento ha richiamato anche il dl Lavoro, il tema del “salario giusto” e la necessità di rafforzare un modello economico capace di sostenere imprese e lavoratori.
Carburanti, autotrasporto e transizione ecologica
Un altro capitolo del discorso è stato dedicato alla transizione ecologica e ai costi energetici. Meloni ha rivendicato un approccio “pragmatico e non ideologico”, richiamando il lavoro del governo in Europa su dossier come il sistema Ets e l’Ets marittimo, ritenuti potenzialmente penalizzanti per il trasporto pesante, i porti italiani e le autostrade del mare. La premier ha ricordato anche il sostegno all’acquisto del carburante per l’autotrasporto, sia in via ordinaria sia in risposta all’aumento dei prezzi legato alla crisi dello Stretto di Hormuz, sostenendo che non bisogna avere paura “di fare quello che è giusto fare” quando sono in gioco inflazione, cittadini e settori strategici.
Giovani e denatalità come emergenze economiche
Meloni ha individuato nelle giovani generazioni e nella crisi demografica due delle principali emergenze per il futuro del Paese. La presidente del Consiglio ha parlato della necessità di offrire maggiori opportunità alle energie migliori dell’Italia e, allo stesso tempo, di ribaltare il calo delle nascite, definito non soltanto una questione identitaria o culturale, ma anche un problema economico e di tenuta dello Stato sociale. Senza un’inversione dei dati demografici, ha avvertito, il welfare e il sistema di protezione sociale rischiano di trovarsi sotto pressione crescente.
Mamme lavoratrici, famiglia e carriera
Nel passaggio dedicato al lavoro femminile, la premier ha rivendicato gli interventi del governo sui congedi parentali, sugli asili nido e sulla decontribuzione per le madri lavoratrici. Secondo Meloni, il messaggio da trasmettere è che i figli non devono essere considerati un ostacolo all’affermazione personale e professionale. La “vera libertà” per una donna, ha sottolineato, consiste nel non essere costretta a scegliere tra mettere al mondo un bambino e costruire la carriera desiderata. Per la presidente del Consiglio, il problema è anche culturale, perché per troppo tempo figli e famiglia sono stati raccontati come un limite per le donne.
Intelligenza artificiale e mercato del lavoro
Un passaggio rilevante dell’intervento ha riguardato l’intelligenza artificiale, indicata da Meloni come una delle questioni più complesse del nostro tempo. La premier ne ha riconosciuto il potenziale straordinario, ma ha avvertito sui rischi di un impatto “imponderabile” sul mercato del lavoro. Se finora la tecnologia aveva sostituito soprattutto il lavoro fisico, oggi il rischio riguarda anche il lavoro di intelletto, con la possibilità di un mondo in cui sempre più persone non siano considerate necessarie e in cui la ricchezza si concentri ulteriormente. Per questo, ha spiegato, l’IA deve essere governata non solo a livello nazionale, ma anche globale e internazionale.
Il messaggio di Mattarella a Confcommercio
All’assemblea è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indirizzato al presidente Carlo Sangalli. Il capo dello Stato ha ricordato il legame tra la storia della Repubblica e quella dei cittadini che l’hanno costruita attraverso la libertà di associazione garantita dalla Costituzione. Mattarella ha sottolineato il ruolo delle formazioni sociali nelle trasformazioni del Paese e ha richiamato la necessità di un autentico dialogo tra istituzioni e società in una realtà internazionale sempre più difficile, nella quale servono scelte coraggiose e non sempre facili.
Il richiamo alla coesione sociale e al lavoro
Nel suo messaggio, Mattarella ha evidenziato che il tessuto produttivo e imprenditoriale italiano si trova davanti a complessità che richiedono un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale. Il presidente della Repubblica ha richiamato in particolare la responsabilità delle parti sociali, chiamate a contribuire alla regolazione del mercato del lavoro attraverso il dialogo contrattuale. L’obiettivo indicato dal capo dello Stato è rafforzare la coesione sociale ed eliminare distorsioni e pratiche che possono tradursi in arretramenti degli standard di tutela dei lavoratori.
Le istituzioni presenti all’assemblea
All’appuntamento romano hanno preso parte anche numerosi rappresentanti istituzionali. Tra i presenti figuravano il presidente del Senato Ignazio La Russa e diversi componenti del governo, tra cui il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sottosegretario al Sud Luigi Sbarra e il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini. La presenza del governo ha confermato il peso politico dell’assemblea e il ruolo riconosciuto a Confcommercio nel confronto sulle principali scelte economiche del Paese.
L’appello all’azione
Meloni ha concluso il suo intervento con un richiamo netto alla responsabilità e alla concretezza: “Questo non è il tempo dei dubbi, delle incertezze e delle attese. Questo è il tempo dell’azione e la buona notizia è che il tempo dell’azione è anche il tempo dell’Italia”. Un messaggio rivolto al mondo del commercio e delle imprese, ma anche al sistema Paese nel suo insieme, chiamato secondo la premier ad affrontare le trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali senza rinunciare alla propria identità produttiva, alla legalità e alla capacità di fare comunità.


