Ordinanza cautelare nell’inchiesta di Genova
Il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e la Squadra Mobile di Genova hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, nei confronti di dieci indagati, tutti di origine tunisina. Sei di loro sono destinatari della custodia cautelare in carcere, mentre tre sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Genova e uno nel Comune di Trapani.
L’associazione dei viaggi clandestini
Sei indagati sono accusati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di agevolazione dell’ingresso clandestino in Italia di cittadini tunisini. Secondo l’impostazione accusatoria, i presunti componenti dell’organizzazione avrebbero pianificato i viaggi verso il territorio nazionale, occupandosi della ricerca delle imbarcazioni e dei conducenti, della selezione dei migranti per ciascuna traversata e del trasferimento dal Paese d’origine tunisino fino alla costa, in prossimità della data di partenza.
I luoghi di raccolta in Tunisia e le somme richieste
L’organizzazione avrebbe curato anche la sistemazione dei migranti in immobili utilizzati come luoghi di attesa, fino al raduno di tutti i partecipanti selezionati e al verificarsi di condizioni meteo-marine ritenute idonee per la traversata verso le coste italiane. Ai migranti sarebbe stata inoltre fornita assistenza in caso di eventuale respingimento. Per ogni trasferimento in Italia, i componenti dell’associazione avrebbero richiesto somme in dinari corrispondenti a importi compresi tra 2.500 e 3.000 euro.
Oltre 120 migranti verso Pantelleria
In base alle indagini, sono stati accertati quattro episodi di agevolazione dell’immigrazione clandestina tra marzo 2024 e febbraio 2025, riguardanti oltre 120 cittadini tunisini. Tutti sarebbero stati ospitati in luoghi di raccolta in Tunisia e successivamente imbarcati e fatti sbarcare a Pantelleria. Nel periodo precedente la partenza, ai migranti sarebbe stato impedito di uscire e sarebbero stati sottratti i telefoni cellulari, con l’obiettivo di evitarne la localizzazione da parte delle autorità.
Traversate pericolose e migranti ustionati
Gli elementi raccolti hanno documentato condizioni di viaggio estremamente pericolose. Le traversate sarebbero avvenute a bordo di gommoni e, in una di queste, a causa della fuoriuscita di carburante da alcune taniche presenti sull’imbarcazione, sette migranti, tra cui una minorenne di dodici anni, avrebbero riportato ustioni, rendendo necessarie cure mediche una volta giunti a destinazione. Le indagini sono partite dallo sbarco del 15 marzo 2024 di 25 migranti intercettati a bordo di un gommone al largo di Pantelleria.
Le dichiarazioni e la competenza radicata a Genova
Proprio dopo quello sbarco, le dichiarazioni rese alla Squadra Mobile di Trapani da uno dei migranti hanno consentito di acquisire informazioni rilevanti sugli organizzatori dei viaggi di immigrazione clandestina dalla Tunisia. La competenza è stata radicata a Genova perché nel capoluogo ligure sarebbe stata svolta l’attività di finanziamento, predisposizione dei mezzi, gestione delle risorse finanziarie e preparazione dei trasferimenti, anche mediante istruzioni operative finalizzate a consentire ai migranti di raggiungere l’Italia.
Il sistema hawala e i pagamenti abusivi
Si procede inoltre nei confronti di uno degli indagati per abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. L’uomo è accusato di avere offerto a terzi, tra cui uno degli organizzatori della presunta associazione per delinquere, un servizio stabile e organizzato di raccolta, cambio e trasferimento di valuta all’estero e in Italia. Secondo l’accusa, le operazioni sarebbero avvenute mediante transazioni fiduciarie non tracciabili e non soggette ai tassi ufficiali di cambio, attraverso il sistema denominato “hawala”.


