Marghera è stata scelta come cuore della manifestazione nazionale del Primo Maggio 2026, in una giornata che ha riportato Cgil, Cisl e Uil sullo stesso palco dopo gli appuntamenti separati dello scorso anno. Il tema scelto, “lavoro dignitoso”, ha attraversato l’intera giornata di mobilitazioni, cortei e iniziative organizzate nelle principali città italiane.
Cgil, Cisl e Uil di nuovo insieme
In piazza Mercato, a Marghera, sono arrivati i segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri. La presenza unitaria delle tre confederazioni ha dato alla giornata un significato politico e sindacale preciso: rilanciare una piattaforma comune su salari, contrattazione, sicurezza, precarietà e contrasto ai contratti pirata.
Il valore simbolico di Marghera
La scelta di Marghera non è casuale. Il polo industriale veneziano rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia produttiva italiana, ma anche una delle aree in cui le trasformazioni economiche, ambientali e tecnologiche hanno prodotto crisi, incertezze e nuove fragilità occupazionali. Per i sindacati, proprio da qui deve partire una richiesta forte di riconversione, investimenti, innovazione e buona occupazione.
Mattarella richiama il Paese sulla sicurezza
Alla vigilia del Primo Maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla Piaggio di Pontedera, ha richiamato con forza il tema della sicurezza sul lavoro. Il capo dello Stato ha ricordato che tra luoghi di lavoro e tragitti in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno, definendo questo bilancio “un tributo inaccettabile”.
Un dovere che non ammette rinunce
Mattarella ha sottolineato che la sicurezza sul lavoro resta “un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo”. Il presidente ha richiamato la responsabilità di tutti: imprese, lavoratori, istituzioni e società. Le cronache quotidiane, ha osservato, dimostrano che quanto fatto finora non è ancora sufficiente per tutelare davvero la salute e la vita di chi lavora.
Landini rilancia la questione salariale
Dal palco di Marghera, Maurizio Landini ha insistito sulla necessità di affrontare il tema dei salari. Per il segretario generale della Cgil, il lavoro dignitoso non può restare uno slogan, ma deve tradursi in contratti rinnovati, retribuzioni adeguate e meccanismi capaci di rivalutare annualmente i salari in base all’inflazione reale.
Fumarola contro i contratti al ribasso
Daniela Fumarola ha posto l’accento sul contrasto ai contratti pirata e alle forme di dumping contrattuale. La segretaria generale della Cisl ha ricordato che in alcuni settori esistono contratti che pagano migliaia di euro in meno rispetto a quelli sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Per Fumarola, non si tratta di pluralismo, ma di sfruttamento.
Bombardieri chiede più tutele e una svolta sulla sicurezza
Pierpaolo Bombardieri ha rilanciato la necessità di intervenire con maggiore decisione sulla sicurezza, sui salari e sulla precarietà. Il segretario generale della Uil ha chiesto di rafforzare il contrasto ai contratti da fame e di garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo, indicando la sicurezza come uno dei diritti fondamentali del lavoro dignitoso.
Il decreto lavoro divide il giudizio dei sindacati
Al centro del confronto anche il decreto lavoro approvato dal governo. Cisl e Uil hanno riconosciuto alcuni passi avanti, in particolare sul riferimento ai contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e sulla condizionalità degli incentivi alle imprese. Più duro il giudizio della Cgil, secondo cui il provvedimento non produce aumenti diretti per i lavoratori e non risolve il nodo dei contratti pirata.
Le piazze italiane tra cortei, concerti e tensioni
La Festa del Lavoro è stata celebrata con manifestazioni in tutta Italia. A Milano i sindacati hanno sfilato con lo striscione “Lavoro dignitoso”, mentre la May Day Parade ha portato in strada migliaia di persone. A Napoli Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto lo stop al lavoro povero e senza diritti. A Taranto il Concerto Libero e Pensante ha unito musica, salute, lavoro e impegno civile. A Torino, invece, la giornata è stata segnata da tensioni e scontri davanti all’ex centro sociale Askatasuna, episodi condannati da esponenti istituzionali e politici.
Una giornata per rimettere il lavoro al centro
Il Primo Maggio 2026 ha confermato quanto il lavoro resti uno dei terreni centrali del confronto sociale e politico italiano. Dalla sicurezza ai salari, dalla precarietà alla rappresentanza, dalla transizione industriale all’impatto dell’intelligenza artificiale, il messaggio arrivato dalle piazze è chiaro: il lavoro dignitoso deve essere stabile, tutelato, sicuro, giustamente retribuito e capace di offrire futuro.


