Trump valuta accordi commerciali con Putin mentre in Russia iniziano le elezioni della Duma: tensione Nato sul Baltico e guerra in Ucraina

Written on 09/18/2026
Chiara Sutermeister

Trump valuta accordi commerciali con Putin prima della fine della guerra in Ucraina. In Russia iniziano le elezioni della Duma tra tensioni, guerra e scontro con la Nato.

La guerra in Ucraina entra in una nuova fase diplomatica mentre dagli Stati Uniti arriva l’ipotesi di un possibile riavvicinamento economico con la Russia. La Casa Bianca starebbe valutando la possibilità di firmare accordi commerciali con Mosca prima della conclusione del conflitto, secondo quanto riportato dal New York Times sulla base di fonti vicine ai negoziati.

L’obiettivo dell’amministrazione del presidente americano Donald Trump sarebbe quello di utilizzare la cooperazione economica come strumento per favorire il dialogo con il Cremlino e convincere una parte dell’élite russa della volontà statunitense di costruire un nuovo rapporto con Mosca.

Secondo le ricostruzioni citate dal quotidiano americano, tra i possibili settori di collaborazione ci sarebbero energia, investimenti e altri comparti economici nei quali imprese statunitensi e russe potrebbero tornare a interagire.

Gli accordi commerciali come leva nei negoziati sulla guerra

La prospettiva di nuovi rapporti economici con la Russia rappresenterebbe un cambio rispetto alla linea basata soprattutto sulla pressione economica e militare nei confronti di Vladimir Putin. La Casa Bianca ritiene però che l’apertura di canali commerciali possa diventare una leva per spingere il Cremlino verso un compromesso sul conflitto ucraino.

L’ipotesi resta comunque al centro di un confronto interno all’amministrazione americana. Alcuni funzionari ritengono che offrire incentivi economici prima della fine della guerra potrebbe ridurre la capacità di pressione su Mosca, mentre altri considerano il rilancio dei rapporti economici uno strumento per favorire un accordo.

Il tema si intreccia anche con il sistema delle sanzioni contro la Russia. Le restrizioni già adottate dagli Stati Uniti restano in vigore e il Congresso americano ha approvato nuove misure di pressione su settori strategici dell’economia russa.

Zelensky esulta per le sanzioni Usa contro la Russia

Sul fronte politico americano, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato le prime sanzioni contro la Russia dell’era Trump. Una decisione accolta positivamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha sostenuto come queste misure possano contribuire a spingere Putin verso la pace.

Kiev continua a chiedere maggiore pressione internazionale sul Cremlino, soprattutto dopo il proseguimento degli attacchi russi contro infrastrutture e città ucraine. Parallelamente, Zelensky punta a mantenere aperto il canale diplomatico con Washington in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

Nuove tensioni nei cieli del Baltico: jet russi intercettati da caccia italiani

La tensione tra Russia e Nato resta alta anche sul fronte orientale dell’Alleanza. Dopo l’abbattimento di un drone russo nei giorni scorsi nello spazio aereo della Lituania, due jet militari di Mosca hanno nuovamente violato l’area aerea lituana.

I velivoli russi sono stati allontanati da due Eurofighter F-2000 italiani, decollati in modalità scramble nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale. L’episodio si inserisce in una serie di incidenti che hanno aumentato il livello di attenzione militare nei Paesi baltici.

Durante una visita in Norvegia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la situazione sostenendo che le azioni russe puntino a provocare una reazione europea e a spostare l’attenzione dal campo di battaglia. La premier ha richiamato alla necessità di un coordinamento europeo attraverso un inviato comune sull’Ucraina.

La Russia apre le urne: iniziano le elezioni della Duma

Da oggi, venerdì 18 settembre, iniziano in Russia le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento russo. Il voto proseguirà fino a domenica 20 settembre e rappresenta la prima consultazione parlamentare nazionale dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina.

Gli elettori sono chiamati a scegliere i 450 membri della Duma, con metà dei seggi assegnati attraverso liste di partito e l’altra metà attraverso collegi uninominali. Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, parte con una posizione dominante dopo aver già conquistato la maggioranza nelle precedenti elezioni del 2021.

Il voto si svolge in un contesto segnato dalla guerra, dall’aumento dei costi economici del conflitto e dalle tensioni con l’Occidente. Mosca presenta la consultazione come una prova di unità nazionale contro le pressioni esterne.

Opposizione esclusa e dominio di Russia Unita

La competizione elettorale è caratterizzata dall’assenza di alcune forze critiche nei confronti del Cremlino. Il partito Yabloko, storico movimento liberale che aveva contestato apertamente la guerra in Ucraina, è stato escluso dalla competizione proporzionale dalla Corte Suprema russa.

Accanto a Russia Unita partecipano altri partiti definiti di “opposizione di sistema”, tra cui il Partito comunista, Russia Giusta, il Partito Liberaldemocratico e Nuova Gente. Secondo le analisi riportate, queste formazioni hanno mantenuto una posizione critica su alcuni temi ma senza mettere in discussione le principali scelte del Cremlino sulla guerra.

Il risultato appare quindi orientato alla conferma del controllo politico di Putin sulla Duma, anche se il voto arriva in una fase complessa per la Russia, tra conseguenze economiche della guerra e crescente pressione internazionale.

Il peso della guerra sulla società russa

Le elezioni si svolgono mentre il conflitto ucraino ha iniziato ad avere effetti più visibili anche all’interno della Federazione Russa. Gli attacchi con droni ucraini contro raffinerie e infrastrutture energetiche hanno provocato difficoltà nella distribuzione dei carburanti in alcune aree del Paese.

Il Cremlino ha puntato sul messaggio della difesa nazionale e della resistenza alle pressioni occidentali. Vladimir Putin ha invitato i cittadini a partecipare al voto definendo la consultazione una risposta a chi, secondo Mosca, vorrebbe indebolire la Russia.

Per la prima volta, inoltre, le elezioni parlamentari coinvolgono anche le quattro regioni ucraine occupate e annesse unilateralmente dalla Russia nel 2022, una decisione contestata da Kiev e dalla comunità internazionale.