Una violenta esplosione ha provocato il crollo parziale di una palazzina di tre piani a Pistunina, nella zona sud di Messina. La deflagrazione si è verificata nel primo pomeriggio di giovedì 30 luglio, lungo l’area attraversata dalla strada statale 114, causando il cedimento di una parte dell’edificio e trasformando in pochi istanti la zona in un enorme cumulo di macerie.
Il bilancio resta provvisorio e potrebbe cambiare con il proseguire delle operazioni di soccorso. Le prime informazioni riferiscono di almeno cinque persone ferite, alcune delle quali trasportate al Policlinico universitario di Messina. Una sarebbe ricoverata in condizioni più gravi. I vigili del fuoco stanno inoltre verificando le segnalazioni relative a sei persone che potrebbero risultare disperse e che vengono cercate tra i detriti.
Il boato e il crollo nel primo pomeriggio
L’esplosione sarebbe avvenuta intorno alle 16 e sarebbe stata avvertita distintamente anche a distanza. La forza della deflagrazione ha interessato una parte consistente dell’immobile, provocando il collasso di solai, pareti e strutture interne.
L’edificio ospitava alcune abitazioni e diverse attività commerciali. Al pianterreno erano presenti un supermercato e un altro esercizio, mentre nei locali sarebbero stati in corso lavori di manutenzione o ristrutturazione. Proprio la presenza di operai, clienti, dipendenti e residenti rende particolarmente complesso stabilire quante persone si trovassero all’interno al momento del crollo.
Sei persone segnalate come disperse
Le ricerche si concentrano sulle zone dell’edificio maggiormente danneggiate. Secondo le prime segnalazioni raccolte dai soccorritori, potrebbero essere sei le persone di cui familiari e conoscenti non riuscirebbero ad avere notizie.
Il numero non è ancora stato confermato ufficialmente e viene trattato con cautela. Le verifiche riguardano sia le persone che abitavano nella palazzina sia coloro che potrebbero essersi trovati negli esercizi commerciali o nell’area interessata dai lavori.
I vigili del fuoco stanno incrociando le segnalazioni con le testimonianze dei residenti e con le informazioni raccolte dai titolari delle attività, nel tentativo di ricostruire con precisione chi fosse presente al momento dell’esplosione.
Vigili del fuoco tra macerie e strutture pericolanti
Sul posto è stato predisposto un articolato dispositivo di soccorso. I vigili del fuoco stanno operando con squadre specializzate Usar, addestrate alla ricerca e al salvataggio in ambiente urbano dopo crolli ed esplosioni.
Alle operazioni partecipano anche unità cinofile, operatori del nucleo speleo alpino fluviale e piloti di droni. Le immagini dall’alto vengono utilizzate per individuare eventuali punti di accesso e controllare le parti della palazzina che potrebbero risultare ancora instabili.
Ogni movimento delle macerie deve essere eseguito con estrema cautela. La presenza di solai sospesi, travi danneggiate e porzioni di edificio pericolanti potrebbe infatti provocare nuovi cedimenti, mettendo a rischio sia le persone eventualmente intrappolate sia gli stessi soccorritori.
Almeno cinque feriti, attivato il piano del Policlinico
Le prime ricostruzioni parlano di almeno cinque persone rimaste ferite, ma anche questo dato è ancora in corso di consolidamento. Alcuni feriti sono stati trasferiti al Policlinico di Messina, dove sarebbe stato attivato il Peimaf, il Piano di emergenza per il massiccio afflusso di feriti.
Le informazioni sanitarie diffuse nelle prime ore non risultano ancora completamente uniformi. Almeno una persona sarebbe stata accolta in codice rosso, mentre altri pazienti sarebbero stati classificati con codici di differente gravità.
L’attivazione del piano ospedaliero consente di potenziare rapidamente il personale, liberare posti nei reparti e coordinare l’accoglienza di un numero elevato di pazienti qualora il bilancio dell’esplosione dovesse aggravarsi.
L’ipotesi dell’esplosione di una bombola di gas
Secondo il sindaco di Messina, Federico Basile, il crollo potrebbe essere stato provocato dall’esplosione di una bombola di gas. Si tratta tuttavia di una prima ipotesi, che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici e investigativi.
«Secondo le prime informazioni, il crollo sarebbe stato causato dall’esplosione di una bombola di gas», ha riferito il primo cittadino, recatosi a Pistunina per seguire l’evoluzione dei soccorsi.
Al momento non è stato ancora stabilito se la deflagrazione sia partita da una bombola, da una tubatura o da un impianto presente all’interno dell’edificio. Tra le ipotesi prese in considerazione figura anche quella di una fuga di gas, eventualmente innescata durante le attività che sarebbero state in corso al pianterreno.
Da chiarire il rapporto con i lavori al piano terra
Uno degli elementi sui quali si concentreranno gli accertamenti riguarda i lavori di manutenzione o ristrutturazione che sarebbero stati eseguiti nei locali situati al piano terra.
Gli investigatori dovranno verificare la natura degli interventi, le imprese impegnate, le autorizzazioni, le condizioni degli impianti e l’eventuale presenza di bombole o tubature del gas. Dovrà inoltre essere accertato se i lavori abbiano interessato muri, pilastri o altre parti strutturali della palazzina.
La presenza del cantiere non permette, da sola, di stabilire un collegamento con il crollo. Saranno le verifiche dei tecnici, insieme alle consulenze che verranno disposte dalla magistratura, a chiarire se le attività in corso abbiano avuto un ruolo nella tragedia oppure se l’esplosione sia avvenuta per cause indipendenti.
La testimonianza della cliente uscita dal negozio
Una donna di circa 40 anni ha raccontato di essere uscita da uno dei negozi al pianterreno pochi istanti prima del crollo. La sua testimonianza restituisce la violenza del boato e il caos che si è sviluppato nella zona immediatamente dopo la deflagrazione.
«Mi sono allontanata dopo aver comprato quello che dovevo quando ho sentito un enorme boato e tutto è crollato. Intorno a me è stato il caos. Mi sono allontanata, ma sono ancora sconvolta», ha dichiarato la testimone.
Il suo racconto potrebbe contribuire a ricostruire la sequenza degli eventi e a stabilire quante persone si trovassero nei locali commerciali. Gli investigatori potranno raccogliere anche le testimonianze degli altri sopravvissuti, dei residenti e di chi si trovava lungo la strada al momento dell’esplosione.
Il sindaco attiva il Centro operativo comunale
Il sindaco Federico Basile ha disposto l’immediata attivazione del Centro operativo comunale, con l’obiettivo di coordinare le attività di assistenza, mettere a disposizione le risorse municipali e fornire supporto alle persone coinvolte.
«Il mio primo pensiero va alle persone coinvolte e alle loro famiglie, che in queste ore stanno vivendo momenti di grande paura e apprensione», ha dichiarato Basile. «Sono già intervenuti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la Polizia municipale e i servizi di emergenza, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dell’area».
Il Centro operativo comunale dovrà coordinare gli interventi della Protezione civile, della Polizia municipale e degli altri servizi comunali, garantendo assistenza anche alle persone che non potranno rientrare nelle proprie abitazioni.
Attivati anche i servizi sociali del Comune
L’amministrazione comunale ha disposto l’attivazione dei servizi sociali per assistere le famiglie interessate dall’emergenza. Potranno essere individuate sistemazioni temporanee per i residenti evacuati e forme di supporto psicologico per le persone coinvolte.
«Siamo costantemente in contatto con tutte le autorità impegnate nell’emergenza», ha spiegato il sindaco. «L’attivazione del Centro operativo comunale e dei servizi sociali consentirà di garantire ogni forma di supporto e vicinanza alle persone coinvolte, mettendo a disposizione tutte le risorse comunali necessarie».
L’intera zona è stata delimitata per consentire ai mezzi di soccorso di operare e impedire l’avvicinamento dei cittadini alle strutture danneggiate. La viabilità lungo il tratto interessato potrebbe subire rallentamenti e deviazioni fino alla conclusione delle operazioni più urgenti.
La Procura aprirà un’inchiesta sul crollo
Un rappresentante della Procura di Messina ha effettuato un sopralluogo nella zona dell’esplosione. Verrà aperta un’inchiesta per accertare le cause della deflagrazione, verificare le condizioni dell’edificio e individuare eventuali responsabilità.
Nelle prossime ore potrebbero essere disposti il sequestro dell’immobile e dell’area circostante, l’acquisizione della documentazione relativa ai lavori e una serie di consulenze tecniche. Gli accertamenti riguarderanno gli impianti del gas e dell’energia elettrica, le bombole eventualmente presenti e la stabilità complessiva della struttura.
Gli inquirenti dovranno ricostruire il punto esatto dal quale è partita l’esplosione e stabilire se siano state rispettate tutte le norme sulla sicurezza, sulla manutenzione degli impianti e sulla conduzione dei lavori.
Verifiche sulle immagini delle telecamere
Un contributo importante potrebbe arrivare dalle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza delle attività commerciali e delle strutture vicine. I filmati potrebbero mostrare i secondi immediatamente precedenti all’esplosione, gli ingressi e le uscite delle persone e l’eventuale sviluppo di fumo o fiamme.
Le telecamere potrebbero essere utilizzate anche per definire il numero effettivo delle persone presenti nell’edificio, un dato essenziale per orientare le ricerche dei vigili del fuoco.
Parallelamente verranno esaminate le testimonianze di chi avrebbe avvertito odore di gas, rumori anomali o altri segnali prima del boato. Qualsiasi elemento potrà risultare utile per chiarire se l’esplosione sia stata improvvisa oppure preceduta da anomalie percepibili.
Una corsa contro il tempo per trovare i dispersi
La priorità assoluta resta la ricerca delle persone che potrebbero essere rimaste intrappolate. Le squadre procedono anche attraverso l’impiego di microcamere, strumenti di ascolto e unità cinofile addestrate a rilevare la presenza umana sotto le macerie.
In situazioni di questo tipo, ogni rumore viene analizzato e ogni segnalazione viene verificata prima di procedere con la rimozione dei detriti. Le operazioni potrebbero continuare per tutta la notte, con l’installazione di torri faro e la rotazione delle squadre.
A Pistunina familiari, residenti e commercianti attendono notizie mentre i soccorritori lavorano senza sosta. Soltanto con il completamento delle verifiche sarà possibile definire il bilancio dell’esplosione e comprendere le reali dimensioni di quanto accaduto.
Un quartiere sospeso tra paura e speranza
L’esplosione ha scosso profondamente la zona sud di Messina. Numerosi cittadini sono scesi in strada dopo aver sentito il boato e una folla si è radunata a distanza di sicurezza dal perimetro predisposto dalle forze dell’ordine.
La paura per le persone ancora irreperibili si accompagna alla speranza che possano essere individuate vive. Le operazioni continueranno fino a quando ogni segnalazione non sarà stata verificata e tutte le parti accessibili della palazzina non saranno state controllate.
Il bilancio rimane in evoluzione. Le autorità invitano a non diffondere informazioni non confermate, mentre l’attenzione resta concentrata sul lavoro dei vigili del fuoco, sull’assistenza ai feriti e sul sostegno alle famiglie coinvolte.