Negoziati Usa-Iran in Svizzera, Witkoff atteso ai colloqui sul nucleare tra tensioni in Libano

Written on 06/20/2026
Chiara Sutermeister

Witkoff verso la Svizzera per i colloqui Usa-Iran. Teheran chiede garanzie sul Libano, mentre nuovi raid israeliani causano vittime.

Steve Witkoff, inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è in viaggio verso la Svizzera, dove dovrebbe svolgersi il primo round di colloqui con l’Iran sul dossier nucleare. La notizia è stata riportata da Axios, che cita un funzionario americano, dopo il rinvio dei negoziati inizialmente attesi per venerdì 19 giugno. L’avvio del confronto diplomatico arriva in una fase di forte instabilità regionale, segnata dalla fragile tregua tra Israele e Hezbollah e dai nuovi bombardamenti israeliani nel Libano meridionale.

I colloqui rinviati e il nodo della tregua in Libano

Secondo quanto emerso, i pesanti raid condotti da Israele in Libano avevano rischiato di far saltare l’inizio dei negoziati tra Washington e Teheran, previsti a Lucerna dopo la firma digitale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. L’Iran avrebbe attribuito la responsabilità del rinvio alle azioni militari israeliane, sostenendo che il Libano è parte integrante dell’accordo in discussione e che il rispetto del cessate il fuoco rappresenta una condizione decisiva per la prosecuzione del dialogo.

Araghchi atteso in Svizzera, ma il viaggio resta legato agli sviluppi regionali

Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe partire per la Svizzera, secondo quanto riferito ancora da Axios, anche se i suoi piani potrebbero subire modifiche. Araghchi avrebbe comunicato ad alcuni partner regionali che il cessate il fuoco in Libano è per Teheran un tema centrale e determinante nelle trattative con gli Stati Uniti. In Svizzera sarebbe già presente anche Jared Kushner, altro emissario di Donald Trump, mentre resta incerta l’eventuale presenza in Europa del vicepresidente JD Vance nel fine settimana.

Nuovi raid israeliani nel sud del Libano nonostante l’annuncio della tregua

Mentre la diplomazia tenta di riaprire il canale tra Washington e Teheran, nel Libano meridionale sono proseguiti gli attacchi israeliani nonostante l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Secondo l’agenzia ufficiale libanese Nna, i raid hanno colpito più di una decina di località dopo la mezzanotte e nella mattinata di sabato, provocando almeno cinque morti tra Arab Salim, Deir Zahrani e Dweir. Il bilancio complessivo è poi salito ad almeno sei vittime, includendo un soldato dell’esercito libanese.

L’esercito libanese denuncia l’uccisione di un soldato

L’esercito libanese ha dichiarato che un attacco israeliano ha ucciso un militare nel sud del Paese, lungo la strada tra Kfar Rumman e Nabatieh. In un comunicato, le forze armate libanesi hanno parlato di “martirio” del soldato e hanno accusato Israele di proseguire “brutali attacchi” con l’obiettivo di ostacolare qualsiasi soluzione capace di ristabilire stabilità in Libano. Le nuove vittime rendono ancora più complesso il quadro dei negoziati, perché Teheran considera la situazione libanese direttamente collegata alla tenuta del memorandum con Washington.

Teheran apre al dialogo ma chiede garanzie dagli Stati Uniti

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha affermato che Teheran è pronta a procedere “passo dopo passo” e a continuare il processo diplomatico con Washington, a condizione che gli Stati Uniti dimostrino la stessa serietà e garantiscano il rispetto dei termini dell’intesa da parte di Israele. Parlando ad Al Jazeera, Khatibzadeh ha avvertito che il proseguimento della guerra da parte israeliana avrebbe “gravi e immediate conseguenze”, sottolineando che l’Iran sostiene di cercare la pace su tutti i fronti, compresa Gaza.

La partita dei fondi congelati e il possibile ruolo del Qatar

Sul tavolo diplomatico c’è anche il tema dei beni iraniani congelati. Il vicepresidente iraniano per gli affari esecutivi Mohammad Jafar Ghaempanah ha dichiarato che fondi per un valore complessivo di 25 miliardi di dollari saranno sbloccati gradualmente e completamente, per essere destinati allo sviluppo di infrastrutture, corridoi, strade, aeroporti e progetti per la crescita del Paese. Secondo il Wall Street Journal, Stati Uniti e Qatar starebbero lavorando a un piano per consentire a Teheran di accedere a miliardi di dollari di risorse congelate per spese umanitarie, a partire da sei miliardi depositati in Qatar.

Il Pakistan resta coinvolto nella mediazione diplomatica

Parallelamente, il Pakistan continua a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti. Fonti del governo pakistano citate dall’agenzia turca Anadolu hanno riferito che i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran dovrebbero iniziare in Svizzera “tra un giorno o due”, come fase successiva del memorandum d’intesa di Islamabad. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi è atteso a Teheran per incontri con alti funzionari iraniani, mentre Islamabad resta in contatto con entrambe le delegazioni per cercare di preservare il percorso negoziale.

Un negoziato fragile tra nucleare, Libano e stabilità regionale

La ripresa dei colloqui in Svizzera si inserisce dunque in un contesto estremamente delicato, nel quale il dossier nucleare iraniano si intreccia con la tregua in Libano, la posizione di Israele, il ruolo dei mediatori regionali e la questione dei fondi congelati. La presenza di Witkoff, Kushner e del possibile arrivo di Araghchi indica un tentativo concreto di riaprire il negoziato, ma la prosecuzione dei raid israeliani nel sud del Libano rischia di pesare direttamente sulla fiducia tra Washington e Teheran. La diplomazia, in questa fase, resta appesa alla tenuta della tregua e alla capacità degli attori coinvolti di evitare una nuova escalation.