Dramma nella mattinata del 20 marzo nella zona del Parco degli Acquedotti, a Roma, dove il crollo improvviso di un casolare abbandonato ha causato la morte di due persone. Il cedimento si è verificato poco prima delle 9 all’altezza di via delle Capannelle, in un’area frequentata, ma caratterizzata dalla presenza di strutture dismesse. L’allarme ha fatto scattare un’immediata mobilitazione dei soccorsi, intervenuti tempestivamente per fronteggiare una situazione apparsa fin da subito estremamente critica.
Le vittime sotto le macerie: un uomo e una donna non identificati
All’interno della struttura crollata, i vigili del fuoco hanno rinvenuto i corpi senza vita di due persone, un uomo e una donna, la cui identità non è stata ancora accertata. Secondo le prime informazioni, il casolare – da tempo in stato di abbandono – veniva talvolta utilizzato come rifugio di fortuna da persone senza fissa dimora. Le due vittime si trovavano presumibilmente all’interno dell’edificio al momento del cedimento e sono state travolte dal crollo della copertura.
Ipotesi esplosione e cedimento strutturale: indagini in corso
Restano ancora da chiarire le cause del crollo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è anche quella di una possibile esplosione avvenuta nelle ore precedenti, segnalata nella notte da alcune testimonianze al numero di emergenza 112. Gli accertamenti tecnici sono affidati alla polizia scientifica, che sta effettuando rilievi approfonditi per ricostruire la dinamica e verificare se il cedimento sia stato determinato da fattori accidentali, strutturali o da eventuali cause esterne.
Maxi operazione di soccorso: in campo vigili del fuoco, unità cinofile e Usar
Le operazioni di ricerca e messa in sicurezza sono tuttora in corso e vedono impegnate diverse squadre dei vigili del fuoco del Comando di Roma, supportate da unità cinofile e dai nuclei specializzati Usar (Urban Search and Rescue). I soccorritori stanno lavorando con estrema cautela tra le macerie per escludere la presenza di ulteriori persone coinvolte. L’intervento risulta particolarmente complesso a causa della precarietà della struttura e del rischio di ulteriori cedimenti.
Area isolata e rilievi in corso: coinvolte tutte le forze dell’ordine
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia di Stato, la polizia locale del VII Gruppo Tuscolano, i carabinieri e il personale sanitario del 118. L’intera area è stata transennata per consentire le operazioni in sicurezza e permettere lo svolgimento dei rilievi investigativi. Le autorità stanno lavorando per accertare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.
Un edificio abbandonato trasformato in rifugio precario
La tragedia riporta l’attenzione sul tema degli edifici abbandonati e del loro utilizzo come rifugi di fortuna da parte di persone in condizioni di fragilità sociale. Il casolare crollato, noto nella zona, era da tempo inutilizzato e privo di manutenzione. Una condizione che potrebbe aver contribuito al cedimento strutturale, aggravata dall’eventuale presenza di fattori scatenanti ancora da accertare.