“Ho convocato una riunione per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’avvio di una fase di forte accelerazione sull’agenda sicurezza, all’indomani dei violenti scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna. La premier si è recata all’ospedale Le Molinette per portare la solidarietà del Governo ai due agenti feriti, parlando senza mezzi termini di “tentato omicidio” e chiedendo l’applicazione rigorosa delle norme esistenti.
Il vertice di governo e l’urgenza delle decisioni
La settimana si è aperta a Palazzo Chigi con una riunione di governo dedicata alle minacce all’ordine pubblico e alle nuove norme del decreto sicurezza. Al tavolo, oltre ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, erano presenti i ministri chiave e i vertici delle forze dell’ordine. L’obiettivo dichiarato è arrivare rapidamente all’esame del pacchetto sicurezza in Consiglio dei ministri, per rispondere a un clima che il governo considera emergenziale.
La struttura del pacchetto sicurezza
Il provvedimento allo studio dell’esecutivo dovrebbe articolarsi in un decreto legge e in un disegno di legge. Le misure riguardano l’ordine pubblico, la gestione delle manifestazioni, il contrasto alla criminalità giovanile e l’immigrazione. Tra i punti centrali figura il cosiddetto “scudo” per le forze dell’ordine, pensato per evitare l’automatica iscrizione nel registro degli indagati quando l’uso della forza avviene in condizioni di legittima difesa o stato di necessità.
Fermo preventivo e prevenzione delle violenze
Uno dei nodi più delicati è rappresentato dal fermo preventivo dei soggetti ritenuti pericolosi per il pacifico svolgimento dei cortei. Nelle bozze iniziali si parlava di un trattenimento fino a 12 ore, ma Salvini ha rilanciato l’ipotesi di estendere il limite fino a 24 o 48 ore, soprattutto in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Secondo il governo, la misura servirebbe a prevenire episodi di violenza e a garantire la sicurezza di cittadini e operatori delle forze dell’ordine.
Baby gang, coltelli e occupazioni abusive
Nel pacchetto trovano spazio anche interventi contro la criminalità giovanile, con una stretta sul porto di coltelli e di strumenti atti a offendere, e misure più incisive contro le occupazioni abusive di immobili. La linea della maggioranza è quella di rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione, ritenuti necessari per ristabilire legalità e sicurezza nei territori più esposti.
Cauzione per le manifestazioni e il fronte delle critiche
Più incerta appare l’ipotesi di introdurre una cauzione per gli organizzatori dei cortei, a copertura di eventuali danni. Sindacati e opposizioni la considerano una misura discriminatoria e potenzialmente incostituzionale, perché rischierebbe di limitare il diritto di manifestare. Anche all’interno della maggioranza emergono dubbi sulla sua reale efficacia.
Il messaggio del capo della Polizia agli agenti feriti
Nel clima di tensione seguito agli scontri di Torino, è arrivato anche il messaggio del capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha scritto una lettera alle colleghe e ai colleghi della Polizia di Stato impegnati nel servizio di ordine pubblico e rimasti feriti. Pisani ha sottolineato come l’intervento in un contesto “particolarmente complesso e difficile” abbia messo ancora una volta in luce la dedizione, la professionalità e l’equilibrio degli agenti, capaci di operare anche a rischio della propria incolumità come servitori dello Stato democratico.
Nel suo messaggio, il capo della Polizia ha ringraziato più volte gli operatori per l’impegno “silenzioso e costante” che rappresenta una garanzia per la tutela delle istituzioni democratiche e per la sicurezza delle comunità. Un lavoro quotidiano che, secondo Pisani, contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato e nelle Forze di Polizia e che rappresenta un esempio di spirito di sacrificio e senso del dovere per tutta la Polizia di Stato. La lettera si chiude con un abbraccio affettuoso agli agenti feriti e con un ringraziamento sentito a nome dell’intera amministrazione.
Il confronto politico e il passaggio in Parlamento
Il dibattito sul decreto sicurezza attraversa ora il Parlamento. Le opposizioni condannano le violenze, ma mettono in guardia da possibili scorciatoie autoritarie, mentre la maggioranza chiede un’ampia condivisione delle nuove norme. Il ministro dell’Interno riferirà in Aula sui fatti di Torino, mentre il governo punta a portare rapidamente il pacchetto sicurezza in Consiglio dei ministri.
Sicurezza e diritti, il nodo centrale
Al centro del confronto resta l’equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e salvaguardia dei diritti costituzionali. Meloni ha assicurato che ogni misura sarà valutata nel rispetto della Costituzione, ma ha ribadito la necessità di un segnale forte e immediato. Il decreto sicurezza, accelerato dopo i fatti di Torino, si avvia così a diventare uno dei provvedimenti più discussi delle prossime settimane.